Adunata Alpini 2012: Bolzano

Anche quest’anno si è partecipato. Siamo partiti fiduciosi da Rodengo Saiano, all’alba, sotto il diluvio, poi abbiamo girato il pullman e siamo tornati indietro, perché qualcuno si è accorto che non era stato caricato il pranzo.

L’organizzazione bolzanina è stata indubbiamente più efficiente e la sfilata è iniziata in perfetto orario. In realtà non ho la minima idea di quale fosse l’orario concordato, però l’attesa non è stata affatto lunga.

Il percorso, al contrario, è stato piuttosto lunghetto, la nostra formazione ha sfilato sicura, senza tentennamenti, guidata dall’incessante ritmo dei tamburi delle nostre nuove generazioni di percussionisti, che hanno percosso le pelli con tale foga da rompere bacchette lungo il tragitto. Un imperdonabile errore è stato commesso per eccessiva fiducia nella meteorologia, che ci ha costretti a sfilare con le pesanti giacche inspiegabilmente ritenute impermeabili. per indagare sull’effettiva utilità di queste giacche, calde d’estate, fresche d’inverno e incapaci di riparare dalla pioggia, ci starebbe bene un post intero. Potrebbe essere un’idea per il nuovo giornalino.

Terminata la sfilata, dopo una birra e un ottimo panino con salamina e peperoni (grazie Laura per avermene offerto un morso!) siamo partiti alla ricerca del pullman. Se anni fa ad Asiago è stato problematico entrare nel paese, quest’anno lo è stato uscire, dato che l’intera città era chiusa al traffico.

Appuntamento l’anno prossimo a Piacenza! Viva gli Alpini!

Heavy Weather

Eh, l’altra sera quando mi dicevano dài che ci troviamo alle otto, anzi dieci minuti prima che ci prepariamo che il concerto comincia alle otto e mezzo circa. Però a guardare in su il cielo non prometteva niente di buono e anche la sera quando siamo arrivati a Paderno a mettere giù le sedie, pensavo “ma qui stasera mica suoniamo, guarda che nuvole!”. Infatti Alberto ha pensato una cosa intelligente, lo vedo che copre la batteria con un bel telo di cellophane, che sembra quasi nuova ancora imballata, ma almeno se comincia a piovere non si rovinano i tamburi, le pelli ..

Alla fine, incredibile ma il tempo sembra che regga .. certo due gocce ogni tanto cadono, ma si può fare e c’è anche il pubblico, qualche coraggioso che ha pensato che si può anche rischiare ad uscire di casa per andare a sentire la banda.

Quindi si suona, dài che ce la facciamo, combattendo contro il vento che ti gira le pagine, e sempre al momento meno opportuno, fortuna che qualcuno mi presta qualche molletta da bucato e con poco si risolve. Cominciamo a crederci di poter arrivare in fondo, di suonare tutto il programma, intanto il primo tempo l’abbiamo smarcato, una brevissima pausa e si riparte, primo pezzo .. tutto bene ed era anche bello lungo, iniziamo il secondo, e dal pubblico vedo qualcuno che si alza e comincia a correre, poi sento le gocce .. ahia: il temporale è cominciato. Il Maestro tiene duro ancora un po’ e per un attimo penso “dopotutto non è mica male, abbiamo già suonato sotto la pioggia”, cose che capitano anche spesso quando sei in giro a sfilare, ma il concerto è diverso, c’è quest’atmosfera particolare .. però piove troppo e quindi al momento giusto, quando ci sta, un segnale e chiude il brano: tutti al riparo!

C’è ancora tempo per suonare qualcosa sotto il portico, in piedi, mettendo qualche leggio qua e là, stretti in una formazione non proprio canonica, cerchiamo di stare almeno vicini tra strumenti della stessa sezione, un brano o due che si possono fare per gli alpini e poi, visto che il concerto non è più così ufficiale, ci sta ancora qualche suonata “libera”, così al volo .. di quelle che si conoscono a memoria.

 

Adunata Alpini 2011: Torino

Anche quest’anno c’eravamo: anche noi a sfilare con gli alpini. Leggo sui giornali che più di 90mila persone hanno sfilato sotto la Mole e ben di più ce n’erano ai lati delle strade a fare un lunghissimo cordone di applausi, entusiasmo e tricolore. Merito anche della magnifica giornata, con un sole caldissimo e meno male perchè l’anno scorso a Bergamo di pioggia ne avevamo presa pure troppa. Quelli che c’erano se lo ricorderanno bene: ore ad aspettare con pazienza il nostro turno per sfilare e quando è stato il momento: giù acqua! Ma tanta che nemmeno mi ricordo da dove siamo passati, le strade, le marce che abbiamo suonato (beh, per quelle posso tirare ad indovinare) ricordo solo le nuvole, la pioggia e alla fine tutti sul pulmann a strizzare la camicia fradicia.

Appuntamento l’anno prossimo a Bolzano! Viva gli Alpini!